ho deciso di ricandidarmi, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo, nel collegio della Provincia di Forlì-Cesena, per portare avanti, con umiltà e determinazione, alla luce dell’esperienza maturata, il lavoro svolto in questi 5 anni.
Perché mi ricandido? Per dare un futuro di speranza al bambino che ho scelto come protagonista della mia campagna elettorale.
Questo bambino è uno dei 45 mila bambini nati l’anno scorso in Emilia-Romagna. È un bambino fortunato, perché è nato in una delle regioni, italiane ed europee, dove si vive meglio (solo per citare qualche dato: siamo al primo posto, in Italia, come export, come capacità di intrapresa, come offerta di servizi all’infanzia, come tasso di occupazione e reddito familiare netto, …).
Tutto ciò, però, non basta più. Anche la nostra società regionale sta cambiando velocemente e la politica deve fare la sua parte: noi amministratori abbiamo la responsabilità di elaborare delle risposte nuove alle nuove sfide (lavoro, welfare di comunità, ambiente, innovazione e ricerca, ricambio generazionale, immigrazione ed integrazione, …).
Nessun modello da salvaguardare, quindi, che evoca un idea statica della società e dei suoi bisogni, ma un sistema territoriale che coopera e, allo stesso tempo, compete con le più avanzate regioni d’Europa: questa deve essere l’ambizione e la vocazione dell’Emilia-Romagna.
Non dobbiamo chiuderci nei confini della nostra regione, delle nostre province e città, ma aprirci all’innovazione e al cambiamento, ben saldi nelle nostre tradizioni e nei nostri valori.
Decisione, coraggio, scelta e governo sono le parole chiave della costruzione del sistema regionale: il futuro non si prevede, si fa!
Abbiamo tutti la responsabilità di dare nuove e pari opportunità di crescita a questo bambino, e a tutti i ragazzi e giovani della nostra Regione.
Per questo vi chiedo di rinnovarmi la vostra fiducia.
Garantisco il mio impegno quotidiano, nella semplicità e concretezza.
nel luglio scorso ci siamo ritrovati nel borgo di Roversano, sulle colline cesenati, per la festa “Te ad chi sit e’ fiol?”: una giornata di divertimento e amicizia, vissuta tutta all’insegna del dialetto romagnolo.
Gli spettacoli di poesia, musica, racconti, canzoni e comicità ci hanno mostrato una lingua, il dialetto romagnolo, assolutamente viva. Una lingua che ci ricorda le tradizioni ma è capace al tempo stesso di parlare dritto al cuore degli uomini d’oggi, abbattendo steccati e convenzioni.
Anche a seguito di quella festa, e del convegno “dialetto lingua viva” dell’aprile scorso, abbiamo deciso di costituire un’associazione culturale per la promozione e la diffusione del dialetto romagnolo. Associazione che non poteva altro che chiamarsi “Te ad chi sit e’ fiol?”.
Per questo desidero invitarti
LUNEDI’ 15 febbraio 2010 alle ore 20:45 nel foyer del Teatro Bonci di Cesena
alla presentazione ufficiale dell’associazione. La serata sarà improntata al modello della “vegia”, con i poeti Gianfranco Miro Gori, Leonardo Maltoni e Giovanni Nadiani e con le musiche d’organetto e le canzoni di Valter Salvi e Renato Bartolini. L’attore Ilario Sirri interpreterà poi testi di Olindo Guerrini, Aldo Spallicci, Agostino Lugaresi, Cino Pedrelli, Walter Galli, Raffaello Baldini e Pietro (Rino) Spada.
L’ingresso è libero, ci saranno vino e ciambella per tutti, e sarà possibile aderire all’associazione.