Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, Presidente Commissione Politiche Economiche
Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna

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Parola di Damiano Zoffoli
Damiano Zoffoli è il Barack Obama romagnolo

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Quali ritieni sia le priorità, per la prossima legislatura, in Emilia-Romagna?

 una nuova alleanza tra agricoltua e turismo
 un piano d'azione per gli adolescenti e i giovani
 il sostegno alle responsabilità familiari
 ricerca, innovazione e green economy



Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Damiano Zoffoli (del 27/11/2008 @ 13:28:44, in BLOG, linkato 206 volte)

Durante l’udienza conoscitiva tenuta, martedì 25 novembre, dalla Commissione “Bilancio Affari Generali ed Istituzionali” sui provvedimenti legislativi afferenti il bilancio previsionale 2009 della Regione Emilia-Romagna, l’Assessore alle Finanze e Vicepresidente Flavio Delbono ha annunciato uno stanziamento aggiuntivo di 1,5 milioni di euro a favore della Legge Regionale n. 28 del 2008 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni”.

Queste risorse, che si aggiungono ad altri stanziamenti già in bilancio, consentono di dotare la nuova legge di circa 5 milioni di euro per il 2009.

Si tratta di una risposta concreta, che interviene a fianco delle famiglie e conferma la nostra attenzione alle esigenze dei giovani. Un passo avanti verso la sussidiarietà, a sostegno di realtà che già ci sono e funzionano. Pensiamo, ad esempio, ai centri estivi e agli oratori che potranno accedere alle richieste di finanziamento, per vincere la sfida dell’emergenza educativa e contrastare i fenomeni di bullismo.

Questa legge, infatti, mette al centro delle nostre politiche i giovani partendo dall’affrontare non un semplice, singolo aspetto problematico della loro vita, ma la loro persona nel complesso e nella complessità.

Si tratta ora di coinvolgere chiunque abbia a che fare con i giovani: scuole, famiglie, istituzioni, associazionismo, parrocchie e movimenti inclusi e prevedere interventi sul fronte della formazione, dell’educazione alla salute, dei media, delle attività sportive non agonistiche, del sostegno all’auto-imprenditorialità.

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Di Damiano Zoffoli (del 22/11/2008 @ 15:00:00, in BLOG, linkato 210 volte)


L’altra sera ho presieduto un incontro a Cesena, nella sala Avis, in vista delle elezioni primarie di domenica 23 novembre. Un momento organizzato da alcuni amici del PD locale a sostegno della candidatura a sindaco di Paolo Lucchi.

Paolo è consigliere regionale e vicepresidente del gruppo del PD in Regione, ma ancor di più è un amico. Tre anni fa, alle elezioni regionali, tra di noi ci fu una competizione dura ma leale, una mobilitazione straordinaria che ci vide eletti con 30mila preferenze in due.
Anche da quella competizione è nato una rapporto di stima e fiducia reciproca, un impegno comune per promuovere il nostro territorio in Regione.

Abbiamo subito cominciato a lavorare gomito a gomito, rafforzando la collaborazione negli ultimi mesi. Ho sempre ammirato le sue doti di efficienza, efficacia, tenacia e ferrea puntualità, un po’ addolcite ora dalla nascita dei suoi due figli.
Fare il sindaco è un’esperienza difficile e gratificante, sono certo che Paolo per Cesena sarà un grande primo cittadino.

All’incontro hanno partecipato anche i candidati alle primarie aspiranti consiglieri comunali. Una novità questa tutta cesenate. Non solo Cesena ha scelto di anticipare la data delle primarie rispetto alle altre realtà emiliane e romagnole, ma con la volontà di far decidere a cittadini e simpatizzanti gli aspiranti consiglieri comunali contribuisce a quel processo di innovazione politica che è stato alla base della nascita del Partito Democratico.

Le primarie possono essere un mezzo per riportare la politica tra la gente, quella politica che in molti casi ha perso i suoi cinque sensi, diventando sorda e cieca rispetto ai bisogni delle persone.

Non neghiamo le difficoltà di crescita di questo “bambino nuovo” che è il PD. Un bambino che, come tale, si ritrova spesso a fare i capricci e che, inevitabilmente, avrà un carattere diverso da quello dei suoi genitori. Ma a Cesena il Partito Democratico sta nascendo grazie all’impegno e alla determinazione di tanti amici che si spendono senza seguire le vecchie logiche.

Al dibattito hanno partecipato gli aspiranti consiglieri comunali Gabriele Borghetti, Rita Ricci, Lazzaro Dall’Acqua e Sabrina Sbrighi.
Ricordo agli iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico di Cesena che potranno votare domenica 23 novembre dalle 8 alle 20 nei seggi allestiti nei diversi quartieri della città (la mappa completa si trova su
www.pdcesena.it).
E’ necessario aver compiuto almeno 16 anni, portare con sé un documento d’identità valido e la tessera elettorale (per i maggiorenni) e versare un contributo di 2 euro per le spese organizzative.
 

 

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“Il disegno di legge del Governo Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2009) – ha commentato Zoffoli – vuole portare il Fondo Nazionale per la Famiglia dai 276 milioni di euro a 186 milioni nel 2009, un taglio secco del 32 per cento. Lo stesso sottosegretario Giovanardi ha ammesso che nei prossimi anni “non sarà possibile garantire il rifinanziamento degli interventi per la riorganizzazione dei consultori familiari e per l’abbattimento dei costi per le famiglie numerose”. Ad oggi il Fondo per la Famiglia, istituito dal Governo Prodi, ha reso possibile il consolidarsi su tutto il territorio nazionale di interventi mirati di sostegno delle famiglie. Nella nostra Regione, per citare solamente le esperienze più significative, si sono realizzati in ogni distretto Protocolli d’intesa tra Consultori e Centri per le Famiglie, progetti di accompagnamento e formazione delle assistenti famigliari, sostegni economici per il pagamento di utenze e servizi a favore delle famiglie con 4 o più figli. Senza contare il bonus sulle bollette elettriche per le famiglie disagiate, introdotto dal Governo a fine 2007, grazie al quale 5 milioni di famiglie italiane potranno beneficiare di uno sconto di tra i 60 e i 135 euro, in base ai componenti del nucleo familiare”.

Critiche alla decisione del Governo sono arrivate anche dall’Associazione Nazionale Famiglie Numerose che, lo scorso 29 settembre, aveva incontrato il sottosegretario Carlo Giovanardi consegnandogli uno studio sugli interessi passivi sui mutui casa. E che hanno invece visto proporre dal Governo solamente il prestito bebè per i nuovi nati, definito “una doccia fredda”.

Un provvedimento sul quale Zoffoli rincara la dose: “La proposta governativa di un prestito bancario di 5mila euro per ogni nuovo nato, rimborsabile in 5 anni con un interesse del 4 per cento, appare oltre che poco vantaggiosa, semplicemente assurda in questo scenario economico di crescita dell’indebitamento delle famiglie (più 3 per cento sul 2007) e di pignoramenti di abitazioni”.

La Risoluzione vuole impegnare anche la Regione a proseguire nella politica di potenziamento dei servizi all’infanzia (valorizzando anche le forme di associazionismo tra le famiglie), sostenere politiche di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, l’accesso ad una casa per le giovani coppie e consolidare la costruzione di un nuovo welfare, che garantisca pari opportunità e diritti sostenibili, lungo l’intero ciclo di vita, a tutti i cittadini emiliani e romagnoli.

Ti invito a diffonderlo e a valutare l’opportunità di proporre un’analoga Risoluzione nel Consiglio Comunale della tua città.

Puoi scaricare il testo integrale della RISOLUZIONE cliccando qui sotto.

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Di Damiano Zoffoli (del 05/11/2008 @ 04:32:24, in BLOG, linkato 235 volte)


Puoi scaricare il testo integrale del DISCORSO pronunciato da BARACK OBAMA dopo la vittoria cliccando qui sotto.

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In merito al dibattito in corso sul testo del progetto di legge, di iniziativa della Giunta regionale, “DISCIPLINA DELL'AGRITURISMO E DELLA MULTIFUNZIONALITA' DELLE AZIENDE AGRICOLE”, di cui sono stato nominato relatore in Aula, pubblico qui, quale contributo alla riflessione, il testo di una mia lettera che ho inviato nei giorni scorsi al Direttore del CORRIERE CESENATE. Potete lasciare i vostri suggerimenti e commenti qua sotto. Grazie!

Caro Direttore,

nel numero 40 del 10 ottobre 2008 il CORRIERE CESENATE ha dedicato il suo “primo piano” alle proposte della Giunta regionale sugli agriturismi.

Vorrei subito sgombrare il campo dalle accuse di chi sostiene che questa legge, una volta approvata, favorirà il proliferare di agriturismi in diretta concorrenza alla ristorazione tradizionale.

Giampiero Fabbri della Confesercenti cesenate sostiene che al momento ci siano 533 nuovi agriturismi iscritti all’elenco regionale, aziende pronte a entrare in attività che si aggiungeranno alle 809 strutture già esistenti in Emilia-Romagna.

Le nuove norme promosse dalla Giunta, però, prevedono un sistema di limiti e controlli più stringenti degli attuali. Così, da una stima degli uffici regionali, solo il 20-25 per cento delle attività in lista d’attesa potrebbe aprire. Si tratterebbe di un centinaio di nuovi agriturismi, che ci farebbero comunque rimanere ben lontani dai 4500 attivi nella vicina Toscana. Vero è che le due regioni, pur simili per estensione territoriale e numero d’abitanti, attraggono forme diverse di turismo. Ma noi abbiamo il dovere di muoverci per valorizzare al meglio l’offerta agrituristica.

Ed è proprio a questo che punta il provvedimento, per mezzo di una nuova alleanza tra settori diversi. Per ciò vorrei che si uscisse dalla diatriba di pura contrapposizione in atto tra le diverse associazioni di categoria, una polemica che rischia d’immiserire la nuova legge, per inquadrare il tutto in un contesto più ampio, fatto di nuove opportunità per le aziende agricole e, soprattutto, per il turismo locale. La priorità, infatti, è quella di portare più turisti nel nostro territorio aiutando al tempo stesso le imprese agricole a diversificare le proprie fonti di reddito.

In questo senso la riforma vuole far partire anche “l’ospitalità rurale familiare”, una forma di pernottamento riservata solo ad una parte del territorio regionale, quello montano o racchiuso nei confini dei parchi naturali. Qui le aziende agricole potranno istituire una sorta di agriturismo semplificato, ospitando un massimo di 9 persone nella propria casa. I pasti offerti, solo dietro pernottamento, saranno gli stessi consumati dalla famiglia dell’imprenditore agricolo. Ed il turismo sarà più legato al territorio, ai suoi ritmi e alle sue tradizioni. Una valorizzazione della cultura locale da perseguire anche con un rilancio delle fattorie didattiche, che rappresenta un altro dei punti qualificanti della legge.

Le azioni messe in campo, dunque, sono ad ampio raggio. Non limitiamoci a mettere in rapporto e in concorrenza l’agriturismo con il tradizionale ristorante.

Con le nuove norme gli agriturismi potranno offrire più pasti solo se aumenteranno il numero di camere per gli ospiti, portandole dal limite attuale di 7-8 fino a un massimo di 15, sempre che le norme urbanistiche locali lo consentano. Questo perché il vero agriturismo è fatto di pernottamento.

Non è così in Lombardia dove la legge permette addirittura 160 pasti al giorno, mentre in Emilia-Romagna sarà possibile servirne al massimo 50, spostando la base di calcolo dall’annualità alla mensilità. Si eviterà così che delle strutture possano tenere chiuso per diversi mesi per poi, alla riapertura, dedicarsi senza sosta a ricevimenti o banchetti di matrimonio. Con le nuove modalità di calcolo, dunque, i pasti offerti si riducono e possono ampliarsi solo in presenza di un aumento di camere e di ospiti.

Un’altra delle critiche piovute su questa proposta riguarda poi la composizione dei pasti. Con la legge attuale ben il 49 per cento del cibo servito negli agriturismi può venire da fuori, paradossalmente anche dalla Cina, l’11 per cento dal territorio di riferimento ed il 40 per cento direttamente dall’azienda agricola. Molti agriturismi oggi, però, hanno produzioni molto specializzate. Così le nuove norme se è vero che riducono dal 40 al 35 per cento i prodotti di produzione interna, prevedono però che l’80 per cento dei prodotti messi in tavola provenga tassativamente dal territorio dell’Emilia-Romagna. E’ normale, infatti, che un agriturismo di Rimini possa offrire ad un turista tedesco anche del Parmigiano Reggiano o dell’aceto balsamico di Modena, oltre che piadina, squacquerone e pesche di Romagna. Inoltre si sta valutando se, all’interno di questo 80 per cento, sia il caso di ripristinare una percentuale di prodotti provenienti dalla zona, la provincia di riferimento. Quello che conta comunque è l’impegno nella tutela dei prodotti tipici, fatto di allargamento del paniere e di un maggior numero di controlli.

Controlli che con l’entrata in vigore della riforma saranno ancora più stringenti, pianificati e obbligatori, a contrappeso della semplificazione e sburocratizzazione del settore.

Una commissione aperta alle associazioni di categoria, da istituire su base provinciale, raccoglierà a tal fine dati, segnalazioni e proposte per monitorare l’applicazione della riforma e l’intero settore agrituristico.

Anche sul piano urbanistico l’Emilia-Romagna è andata oltre, in senso più restrittivo, a quanto richiesto dalla legge-quadro nazionale, prevedendo che si possa esercitare l’attività agrituristica solo in edifici già esistenti all’entrata in vigore della legge. Se il Comune lo consente, al massimo si potranno ampliare eventualmente i locali esistenti. Ma non potrà più accadere che vengano costruite attrezzaie o capannoni per l’impresa agricola, magari finanziati dal Piano di sviluppo rurale, destinati a diventare in poco tempo sale da pranzo per gli ospiti dell’agriturismo.

Tutte le norme, comunque, sono perfettibili. Per questo sono convinto che nel periodo che ci separa dall’approvazione della legge non mancheranno altre sollecitazioni capaci di migliorarne l’impianto.

E’ l’occasione per un’alleanza tra turismo e agricoltura, due comparti fondamentali della nostra economia con problemi e opportunità simili, da affrontare e sviluppare insieme: innovazione e riqualificazione, rapporto qualità-prezzo, competizione internazionale e ricambio generazionale.

Questa sfida si può vincere solo mettendo al centro gli interessi dei clienti e dei turisti e non dei singoli operatori economici, siano essi agricoltori, ristoratori o commercianti.

Con amicizia,

Damiano Zoffoli

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