Continuano gli incontri di approfondimento, sulla nuova legge regionale: "NORME IN MATERIA DI POLITICHE PER LE GIOVANI GENERAZIONI", che sto facendo sul territorio di Forlì-Cesena. Ecco, in proposito, un articolo di Michelangelo Bucci, pubblicato sul CORRIERE CESENATE di venerdì 10 ottobre.
La nuova legge regionale sui giovani, approvata a luglio dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, ha aperto un nuova serie di possibilità per gli oratori parrocchiali, il cui ruolo insostituibile è stato riconosciuto pienamente dal provvedimento. Ma anche per i centri estivi, le associazioni sportive, scoutistiche e dell’infanzia.
Per capire meglio le novità, e coglierle al balzo, la pastorale giovanile di Cesena-Sarsina ha incontrato la settimana scorsa il Consigliere regionale Damiano Zoffoli (Pd), firmatario della proposta assieme ad altri 20 colleghi di maggioranza. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione culturale Benigno Zaccagnini, ancora una volta lievito del confronto sociale cittadino.
Una serata utile per prendere le misure al provvedimento e “rimboccarsi le maniche” dato, che al momento, la legge ha stabilito i principi ma le risorse sono ancora tutte da mettere sul piatto. “Questa legge interpella prima di tutto gli adulti – ha spiegato Zoffoli – chiamati a ripensare le politiche giovanili. Dai progetti giovani dei singoli comuni, spesso finanziati in modo modesto, bisogna passare ad una co-progettazione su scala più ampia”.
Il livello è quello provinciale dove, al pari di molti altri provvedimenti della Regione, arriveranno i fondi: “La Pastorale giovanile di Cesena e quella di Forlì – ha continuato Zoffoli – potrebbero presentare assieme dei progetti alla Provincia richiedendo finanziamenti”.
Un modo d’operare confermato da Don Marcello Palazzi, responsabile della Pastorale giovanile nella diocesi di Cesena-Sarsina: “Collaboriamo già da tempo con Forlì-Bertinoro e continueremo a confrontarci. Rilevo però che alcune province, come Parma, hanno già stanziato importanti somme per il settore giovanile mentre qui non è ancora avvenuto”.
“In quel caso sono stati stanziati fondi propri – ha replicato Zoffoli – dato che questa legge ancora non ne ha. Io auspico che le risorse regionali vengano definite al più presto, per questo è importante che ciascuno non abbassi la guardia. E, al momento opportuno, che le realtà cattoliche locali si presentino unite nel presentare progetti di ampio respiro”.
“Si tratta di un testo vasto, complesso e articolato – ha puntualizzato Ercole Acerbi, dell’associazione Zaccagnini – in alcuni punti addirittura farraginoso. Ma nella sostanza positivo. Il rischio ora è quello di un assalto di tante piccole realtà alla ricerca di fondi. Per questo le realtà cattoliche dovranno darsi un’operatività che, in certi casi, è assente. Incontrando da subito le istituzioni locali per sollecitarle e coinvolgerle nello spirito della legge”.
In questo il ruolo della Pastorale giovanile sarà decisivo: “Abbiamo ben una settantina di giovani referenti nelle parrocchie – ha concluso don Marcello –con cui ci confrontiamo, oltre ad un rapporto stabile con i movimenti e le associazioni. Senza contare il ruolo decisivo dell’associazione Testa e croce. Il tempo della frantumazione è ormai alle spalle”.
Questo è l'invito a partecipare ad una mattinata di approfondimento e confronto, sui temi della sicurezza sul lavoro, durante la quale verrà presentato il progetto di legge della Giunta regionale: "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile".
Nella sezione PRIMO PIANO puoi leggere un comunicato stampa che ho diffuso nei giorni scorsi.
Puoi scaricare la LOCANDINA del convegno cliccando qui sotto.
"Si sta perdendo memoria di quel principio supremo espresso nel secondo comma dell’art. 1 della Costituzione che riguarda tutti i limiti e i confini stabiliti nel nostro ordinamento; quel principio è formulato così: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
E' morto, nei giorni scorsi, Leopoldo Elia, Presidente emerito della Corte Costituzionale, aveva 83 anni. Leopoldo Elia è stato l'undicesimo Presidente della Corte Costituzionale, eletto giudice della Consulta nell'aprile 1976, ricevette il primo mandato da presidente il 21 settembre del 1981 e fu riconfermato nel ruolo fino al 7 maggio del 1985. Come presidente della Consulta, Elia è stato relatore di importanti sentenze tra cui alcune in materia di libertà personale e religiosa, di diritto di famiglia, di diritto sindacale, di diritto elettorale. Accanto ai numerosi incarichi in veste di giurista, Elia ha avuto anche un ruolo nella politica italiana: dopo essere stato stretto collaboratore di Aldo Moro, nel 1986 entrò nella direzione nazionale della Dc e nel 1987 è stato eletto al Senato. Il suo impegno politico è poi proseguito nel Ppi e nella Margherita, con un seggio in Parlamento fino al 2006. Nel governo Ciampi, nel 1993, è stato ministro delle riforme istituzionali. Tra gli altri incarichi ha presieduto la Commissione affari costituzionali di palazzo Madama e ha fatto parte della Bicamerale per le riforme.
Puoi scaricare il testo della sua ultima inedita intervista: "I CONFINI INVALICABILI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE", rilasciata alla rivista AREL e pubblicata su Europa di martedì 7 ottobre 2008, cliccando qui sotto.