Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, Presidente Commissione Politiche Economiche
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Da un primo incontro su Internet, con uno scambio di link sui blog, ad un appuntamento pubblico. Una serata al mare a parlare di politica tra amici, spaziando dall’attualità alle riflessioni sull’impegno dei cattolici. Quella di venerdì scorso a Cesenatico con Andrea Sarubbi è stata l’occasione per una chiacchierata a tutto tondo, senza peli sulla lingua.

Sulla terrazza del bagno Milano il giornalista televisivo, neo-deputato del Partito democratico, è stato intervistato dal direttore del Corriere Cesenate Francesco Zanotti. Inevitabile l’accenno ai temi etici e all’attività dei cattolici in Parlamento. Sarubbi ha firmato una mozione per sollevare il conflitto d’attribuzione nel caso di Eluana Englaro, precisando però che “il mio pensiero personale deve distaccarsi da quello di deputato, chiamato a prendere decisioni che toccano anche chi la pensa in maniera differente”.

Il cattolico impegnato in politica dovrebbe essere “dipendente nei principi, ma autonomo nelle decisioni. Una situazione diversa da quella del centrodestra dove spesso ci si proclama autonomi nei principi e ci si ritrova dipendenti nelle decisioni, attenti a non fare nulla che possa dar fastidio alla Gerarchia”.

Un modo di fare, quest’ultimo, molto lontano da quello di Alcide De Gasperi, pronto all’occorrenza a puntare i piedi e ad entrare in conflitto con il Vaticano. Ma che non ha impedito allo statista trentino di diventare Servo di Dio in odore di beatificazione.

Sul modo di fare opposizione Sarubbi ha definito “scorciatoie” quelle di chi vorrebbe superare Berlusconi mettendolo alla berlina con le intercettazioni o fermarlo per via giudiziaria: “Gli elettori hanno dimostrato più volte di non curarsi di questo. La strada per un’opposizione seria è lunga, ed è fatta di controproposte politiche credibili e concrete. Bersani, ad esempio, ha smontato in aula il provvedimento per l’abolizione dell’Ici sulla prima casa. Era già stata tolta nel 40 per cento dei casi dal Governo Prodi, per coprire il rimanente 60 per cento si sono tolti fondi per le strade al sud, la manutenzione degli acquedotti e altre opere di primaria importanza”.

Il Partito Democratico però sembra scontare un difetto di comunicazione. Le proposte sui problemi concreti e le obiezioni sui provvedimenti restano quasi sempre confinate alle aule parlamentari, mentre sui giornali passa la chiassosa opposizione della piazza dipietrista. Che, più che a togliere voti a Berlusconi, nuoce al Pd facendolo passare per imbelle.

Il dibattito è continuato con il pubblico che ha incalzato Sarubbi sullo stipendio dei parlamentari, le “correnti” interne al Pd e gli assetti di un partito considerato da molti troppo verticistico. Il neo-deputato ha risposto a tutti con estrema franchezza, parlando anche delle commistioni tra politica e sanità presenti in certi territori e delle pericolose “rese dei conti” in atto nell’opposizione.

Un modo di fare schietto e concreto, indispensabile per far crescere senza complessi quel “bambino nuovo” che è il Pd.

Puoi leggere il commento della serata di Andrea Sarubbi, visitando il suo sito – www.andreasarubbi.it – nel post Riviera Democratica.

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Di Damiano Zoffoli (del 11/07/2008 @ 01:06:00, in BLOG, linkato 255 volte)

Anche quest'anno, come di consueto, ho organizzato una serata di amicizia e confronto politico nella terrazza del BAGNO MILANO (di fronte al grattacielo di Cesenatico). L'appuntamento è per venerdì 18 luglio, alle ore 20:45.

"L'IMPEGNO POLITICO NELL'ITALIA CHE CAMBIA"

è il titolo dell'incontro vedrà dialogare il dott. FRANCESCO ZANOTTI,

direttore del CORRIERE CESENATE,

con l'on. ANDREA SARUBBI,

giornalista e neo parlamentare del PD.

Durante la serata sarà servito un gustoso aperitivo.

Per ragioni organizzative ti chiedo di dare gentile conferma della tua presenza a Manuela Rontini (mrontini@regione.emilia-romagna.it- 051 6395216), entro lunedì 14 luglio.

In attesa di incontrarti, ti invio i miei più cari saluti,

Damiano

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Di Damiano Zoffoli (del 10/07/2008 @ 22:47:09, in PARTITO DEMOCRATICO, linkato 227 volte)

SALVA L'ITALIA”. S'intitola così la petizione che il Partito Democratico ha promosso e che partirà dal fine settimana per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito.

Io ho firmato, e puoi farlo anche tu, collegandoti al sito: http://www.partitodemocratico.it/salvalitalia/.

La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni.

“Salvare l'Italia, non il premier” è il titolo della parte istituzionale in cui si indicano problemi e provvedimenti presi a difesa degli interessi privati del presidente del Consiglio e non certo per aumentare la sicurezza.

La maggioranza, che ha puntato in campagna elettorale sul tema della sicurezza, oggi taglia drasticamente fondi e uomini e gioca tutto su provvedimenti demagogici e sbagliati, come la raccolta delle impronte dei bambini rom o il reato di immigrazione clandestina. Leggi ad personam e un sostanziale “azzeramento” del dibattito parlamentare su una manovra economica improvvisata: questa la miscela avvelenata proposta dal governo e che la petizione vuole battere e fermare.

Così sul versante dell'emergenza sociale la petizione sottolinea l'incapacità del governo di affrontare i problemi della crisi economica, dell'impoverimento e del reddito di chi vive di salari e pensioni e non arriva più alla fine del mese. Una situazione che il governo ignora, mentre le promesse elettorali vengono clamorosamente smentite. Le tasse, che si diceva di voler abbassare al 40 per cento, cresceranno e resteranno per tutta la legislatura al 42,9%. Mentre per i redditi bassi si inventa la “carta” per fare la spesa, finanziata soltanto per il 2008 e con 200 milioni, ovvero due euro al mese per ciascun anziano con pensione inferiore ai mille euro al mese. E non basta: il governo reintroduce i ticket sulla sanità e taglia gli investimenti per le opere pubbliche e le spese per garantire servizi essenziali alla crescita, come la scuola dove si perderanno 150 mila posti di lavoro, con classi più affollate e studenti meno seguiti.

Ed ecco le prime firme: Pietro Ichino, Giancarlo Sangalli, Paolo Nerozzi, Pierpaolo Baretta, Adriano Musi, Giorgio Ruffolo, Achille Passoni, Matteo Colaninno, Annarita Fioroni, Francesco Silva, Claudio De Vincenti, Salvatore Brigantini, Marcello Messori, Franco Bassanini, Massimo Brutti, Leopoldo Elia, Carlo Galli, Carlo Fusaro, Claudia Mancina, Augusto Barbera.

Puoi scaricare la SCHEDA della petizione cliccando qui sotto.

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