Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Bologna, 16 gennaio 2008
A Sua Eminenza Rev.ma
Carlo mons. Caffarra
Arcivescovo di Bologna
Presidente della Conferenza Episcopale
dell’Emilia-Romagna
Eminenza Reverendissima,
Le scriviamo in quanto autorevole esponente e riferimento della Chiesa cattolica
della nostra regione nonché membro del Collegio Cardinalizio, per esprimere a Lei e, per il Suo tramite, a Sua Santità Benedetto XVI il nostro più vivo rammarico ed il nostro forte rincrescimento per quanto accaduto in questi giorni nei confronti del Sommo Pontefice, che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia.
Il rifiuto del dialogo e del confronto, infatti, è inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione.
Al di là di qualsiasi altra considerazione, tutto ciò ha ferito i sentimenti e le convinzioni
nostre e di milioni di persone. Ci auguriamo che questa ferita possa presto rimarginarsi e che le nostre università tornino ad essere luoghi accoglienti votati alla ricerca, al dibattito e al dialogo autentico, costruttivo, e senza pregiudizi.
Voglia con l’occasione gradire i nostri migliori saluti.
I sottoscritti consiglieri regionali
Damiano Zoffoli, Gianni Varani, Carlo Monaco, Marco Lombardi, Giorgio Dragotto, Luigi Giuseppe Villani, Antonio Nervegna, Luca Bartolini, Matteo Richetti, Paolo Lucchi, Massimo Pironi, Daniele Manca, Marco Barbieri, Gian Carlo Muzzarelli, Fabio Filippi, Silvia Noè, Valdimiro Fiammenghi, Maurizio Parma, Enrico Aimi, Tiziano Tagliani, Roberto Corradi, Marco Monari, Luigi Francesconi, Andrea Leoni, Paolo Nanni, Flavio Delbono, Roberto Piva, Roberto Montanari.
Insieme agli AUGURI per un sereno 2008 vi sottopongo questa mia riflessione su “LA POLITICA COME SPERANZA PER LE COSE POSSIBILI”.
Questa espressione di Benigno Zaccagnini: “La politica come speranza per le cose possibili” mi invita a riflettere, anche alla luce della recente Lettera Enciclica di Papa Benedetto XVI: “SPE SALVI”, che ho letto durante le festività natalizie, sulle motivazioni profonde di un rinnovato impegno dei cattolici in politica.
La nostra azione deve, a mio avviso, sempre più orientarsi a ricercare, cogliere, valorizzare, custodire, costruire e alimentare dentro la città dell’uomo i segni e i luoghi della speranza.
Nella nostra società, infatti, che corre veloce, che non ha più tempo e fa fatica a vivere insieme, si sta alimentando un sentimento diffuso di insicurezza. Questo sentimento di mancanza di futuro, o l'idea che il futuro delle nuove generazioni porti condizioni di vita e di lavoro peggiori di quelle attuali, si traduce sempre più spesso nelle più disparate forme di consumo e nella rassegnazione al "carpe diem", come ha sottolineato Savino Pezzotta nel suo dialogo con la città.
Da qui l'urgenza per i cattolici, prima di ogni scelta di schieramento, di elaborare una nuova proposta culturale, sociale e politica di stampo personalista, capace di una visione della società, dell'economia, della politica, della scienza e della tecnica fondata sulla persona. Senza nostalgia, ma facendo memoria di quanto di grande ci sta alle spalle, dobbiamo perciò imparare a fare i conti con la realtà senza pregiudizi o preconcetti e abbandonare la logica dominante dell'amico/nemico, quasi che la politica dovesse essere soprattutto scontro e affermazione della propria parte e non, come invece dovrebbe essere, ricerca del bene comune.
L’invito infatti che anche l’enciclica “SPE SALVI” rinnova ai fedeli laici è di tornare all'impegno politico, nei luoghi e secondo le forme che ritengono più connaturali al loro personale sentire. Nella nostra piena e laicale responsabilità siamo esortati quindi ad assumere un ruolo efficace e visibile, non solo testimoniale, nell'elaborazione politica e nella concretezza delle scelte programmatiche.
Benigno Zaccagnini ci ha testimoniato con la sua vita che la mitezza è la faccia pratica della speranza; è questo lo stile che deve animare il nostro essere dentro il sociale e il politico sul terreno della operosità permanente, senza arrendevolezza e ricominciando sempre da capo dopo ogni sconfitta.
In conclusione vorrei citare una frase di Sant’Agostino che deve essere icona del nostro impegno: “La speranza ha due bellissimi figli, lo sdegno e il coraggio, lo sdegno per le cose che non vanno e il coraggio come condizione dell’anima per cambiarle”.