Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, Presidente Commissione Politiche Economiche
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Di Damiano Zoffoli (del 14/09/2006 @ 10:30:03, in BLOG, linkato 4428 volte)
“Smettila di dirmi da dove vieni, dimmi che cosa vuoi e dove vogliamo andare” L’estate sta finendo e dopo le feste di partito, si impone al centro dell’agenda politica, la duplice sfida di garantire la stabilità di governo e l’innovazione necessaria al nostro paese per competere nel mondo e al contempo favorire il rinnovamento delle istituzioni e dei partiti. In questo scenario, si inserisce a fasi alterne il dibattito sul futuro “Partito Democratico” e si avvicinano gli appuntamenti congressuali dei più importanti soggetti politici del centrosinistra, Margherita e Ds. A questo proposito, penso sia necessario avviare un’ampia riflessione, tra gli iscritti, ma anche con “il popolo delle primarie”, che crede da tempo all’Ulivo come soggetto nuovo della politica italiana capace di coniugare libertà, sviluppo e giustizia. Il Partito Democratico non è solo la risposta ad un legittimo grande desiderio di aggregazione e unità, ma serve anche al funzionamento di una democrazia complessa e dovrà caratterizzarsi per una forte partecipazione e un vero pluralismo culturale. Inoltre, il PD dovrà avere la capacità di trasformare il “pesante” rito del programma elettorale in una rete di persone. In questo senso, sogno un partito in grado di mettere in collegamento in modo continuativo competenze ed esperienze diffuse, per dare risposte efficaci e avanzate ai problemi del territorio e del paese. Quindi, credo sia urgente confrontarsi seriamente sulle modalità di nascita del nuovo partito per evitare operazioni di vertice senza dare garanzie sul coinvolgimento di nuove energie. A tal fine, auspico anche una partecipazione ampia di personalità e movimenti attualmente esterni a Ds e Dielle. Penso, in particolare, a tutte le donne e gli uomini che si sono riconosciuti nell’esperienza politica dei comitati Prodi e nella cultura repubblicana e riformista. Inoltre, credo sia essenziale, una forte presenza e la piena cittadinanza della componente cattolico democratica, per meglio trasmettere quel patrimonio di valori e umanesimo cristiano che ha contribuito in maniera determinante a scrivere la carta costituzionale del 1948, più che mai attuale, come sancito nell’ultimo passaggio referendario dalla maggioranza degli italiani, laici e cattolici insieme. L’Ulivo come soggetto politico, è una sfida che comporta ricerca, elaborazione, confronto fra punti di vista e posizioni diverse. Si tratta di un progetto aperto del quale il dibattito deve indicare principi, programmi e regole. Anche nei nostri territori e all’interno della Margherita, ho colto un grande bisogno di confronto e discussione vera, che deve trovare una risposta concreta in questa fase pre-congressuale. Anche il partito della Margherita deve essere più sincero con se stesso e sul suo futuro, perché ricco di energie, intelligenze e passioni che vogliono contare e progettare insieme l’avvenire delle nostre comunità. Semplicemente, in maniera aperta e diretta, mi farò promotore di una serie di incontri pubblici per dar voce al pensiero della nostra gente. “Smettila di dirmi da dove vieni, dimmi che cosa vuoi e dove vogliamo andare” sarà lo slogan di questo viaggio nel territorio.
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