Consigliere regionale dell'Emilia-Romagna, Presidente Commissione Politiche Economiche
Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna

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Parola di Damiano Zoffoli
Damiano Zoffoli è il Barack Obama romagnolo

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Quali ritieni sia le priorità, per la prossima legislatura, in Emilia-Romagna?

 una nuova alleanza tra agricoltua e turismo
 un piano d'azione per gli adolescenti e i giovani
 il sostegno alle responsabilità familiari
 ricerca, innovazione e green economy



 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Damiano Zoffoli (del 28/02/2010 @ 13:50:00, in BLOG, linkato 5 volte)

ANDIAMO INSIEME
a PICCOLI PASSI
CONCRETI e SCICURI
verso un FUTURO MIGLIORE
per TUTTI.

Domenica 28 e la mattina di lunedì 29 marzo
si VOTA per il rinnovo del CONSIGLIO REGIONALE
sulla scheda SCRIVI ZOFFOLI.

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Di Damiano Zoffoli (del 21/02/2010 @ 17:14:55, in BLOG, linkato 44 volte)

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Di Damiano Zoffoli (del 09/02/2010 @ 12:57:18, in BLOG, linkato 80 volte)

Carissimi Amici,

ho deciso di ricandidarmi, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo, nel collegio della Provincia di Forlì-Cesena, per portare avanti, con umiltà e determinazione, alla luce dell’esperienza maturata, il lavoro svolto in questi 5 anni.

Perché mi ricandido? Per dare un futuro di speranza al bambino che ho scelto come protagonista della mia campagna elettorale.

Questo bambino è uno dei 45 mila bambini nati l’anno scorso in Emilia-Romagna. È un bambino fortunato, perché è nato in una delle regioni, italiane ed europee, dove si vive meglio (solo per citare qualche dato: siamo al primo posto, in Italia, come export, come capacità di intrapresa, come offerta di servizi all’infanzia, come tasso di occupazione e reddito familiare netto, …).

Tutto ciò, però, non basta più. Anche la nostra società regionale sta cambiando velocemente e la politica deve fare la sua parte: noi amministratori abbiamo la responsabilità di elaborare delle risposte nuove alle nuove sfide (lavoro, welfare di comunità, ambiente, innovazione e ricerca, ricambio generazionale, immigrazione ed integrazione, …).

Nessun modello da salvaguardare, quindi, che evoca un idea statica della società e dei suoi bisogni, ma un sistema territoriale che coopera e, allo stesso tempo, compete con le più avanzate regioni d’Europa: questa deve essere l’ambizione e la vocazione dell’Emilia-Romagna.

Non dobbiamo chiuderci nei confini della nostra regione, delle nostre province e città, ma aprirci all’innovazione e al cambiamento, ben saldi nelle nostre tradizioni e nei nostri valori.

Decisione, coraggio, scelta e governo sono le parole chiave della costruzione del sistema regionale: il futuro non si prevede, si fa!

Abbiamo tutti la responsabilità di dare nuove e pari opportunità di crescita a questo bambino, e a tutti i ragazzi e giovani della nostra Regione.

Per questo vi chiedo di rinnovarmi la vostra fiducia.

Garantisco il mio impegno quotidiano, nella semplicità e concretezza.

Damiano Zoffoli

Grandi speranze per un futuro migliore per tutti

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Di Damiano Zoffoli (del 05/02/2010 @ 09:26:53, in BLOG, linkato 13 volte)

Carissimi,

 nel luglio scorso ci siamo ritrovati nel borgo di Roversano, sulle colline cesenati, per la festa “Te ad chi sit e’ fiol?”: una giornata di divertimento e amicizia, vissuta tutta all’insegna del dialetto romagnolo.

Gli spettacoli di poesia, musica, racconti, canzoni e comicità ci hanno mostrato una lingua, il dialetto romagnolo, assolutamente viva. Una lingua che ci ricorda le tradizioni ma è capace al tempo stesso di parlare dritto al cuore degli uomini d’oggi, abbattendo steccati e convenzioni.

Anche a seguito di quella festa, e del convegno “dialetto lingua viva” dell’aprile scorso, abbiamo deciso di costituire un’associazione culturale per la promozione e la diffusione del dialetto romagnolo. Associazione che non poteva altro che chiamarsi “Te ad chi sit e’ fiol?”.

Per questo desidero invitarti

LUNEDI’ 15 febbraio 2010 alle ore 20:45
nel foyer del Teatro Bonci di Cesena

alla presentazione ufficiale dell’associazione. La serata sarà improntata al modello della “vegia”, con i poeti Gianfranco Miro Gori, Leonardo Maltoni e Giovanni Nadiani e con le musiche d’organetto e le canzoni di Valter Salvi e Renato Bartolini. L’attore Ilario Sirri interpreterà poi testi di Olindo Guerrini, Aldo Spallicci, Agostino Lugaresi, Cino Pedrelli, Walter Galli, Raffaello Baldini e Pietro (Rino) Spada.

L’ingresso è libero, ci saranno vino e ciambella per tutti, e sarà possibile aderire all’associazione.

As’avdèm!

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Di Damiano Zoffoli (del 28/01/2010 @ 11:56:56, in BLOG, linkato 23 volte)

Cari amici,
qui sotto trovate l'intervista che mi ha fatto Mario Russomanno per la trasmissione "Salotto Blu", in onda su VideoRegione, ErreunoTV Romagna e Canale 11.
E' divisa in cinque parti, potete passare dall'una all'altra seguendo le frecce ai lati della finestrella.
Buona visione!


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Carissimi,

sperando di fare cosa gradita vi segnalo il link (www.regione.emilia-romagna.it/ptr/) al quale potrete consultare tutti gli atti inerenti il PTR (Piano Territoriale Regionale) dell’Emilia-Romagna: ovverosia la cornice, lo strumento attraverso il quale verrà disegnato il futuro europeo del nostro territorio e delle nostre comunità. Il PTR costituisce infatti l'atto più rilevante della nostra Regione, rappresenta il disegno strategico che ambisce ad articolare l'intero ventaglio degli strumenti di programmazione esistenti. La sua visione strategica è soprattutto il risultato di una condivisione che darà forma alla regione che vogliamo diventare.

L’Emilia-Romagna è una regione che lega la propria identità ad una storia, ad una strada, allo scambio ed all’interdipendenza – dal punto di vista economico, delle idee e delle culture – con l’Europa e con il mondo. Snodo strategico fondamentale, cerniera logistica e luogo di straordinaria dinamicità economica ed imprenditoriale, ha saputo elaborare, nei decenni, modelli di convivenza civile e di coesione sociale che l’hanno portata ai vertici continentali di qualità dello sviluppo della società.

Oggi l’Emilia-Romagna ha davanti a se nuove sfide.

Principalmente, quelle che coinvolgono tutto il pianeta e tutto il mondo occidentale: la “sostenibilità” del futuro, la globalizzazione, la complessità delle reti di relazione. Ma esistono anche sfide specifiche per il nostro territorio, legate innanzitutto alle aspettative legittime che i nostri cittadini hanno a partire dal mantenimento ed innalzamento della qualità della loro vita, a fronte di fenomeni totalmente nuovi ed ancora da comprendere forse a pieno – dall’immigrazione all’internazionalizzazione dell’economia – che pure già accadono ma le cui conseguenze ancora non siamo in grado di calcolare.

Si tratta quindi di navigare in mare aperto senza la bussola delle risposte già sperimentate, percorrendo rotte nuove.

Sono tre gli elementi fondamentali per ottenere una regione socialmente, economicamente e culturalmente “robusta”: il capitale umano, il capitale sociale e il capitale naturale.

Il capitale non va dissipato. Ma non va nemmeno semplicemente custodito. Va fatto circolare. Va aumentato. Bisogna investire proprio su chi quel capitale l’ha generato, a partire dai cittadini stessi dell’Emilia-Romagna, applicando in pieno l’articolo 118 della Costituzione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Si tratta di creare uno spazio pubblico dei beni comuni, in cui sia possibile costruire un nuovo patrimonio collettivo: di tutti e di ciascuno, arginando l’individualismo che è la non-soluzione appannaggio di altre culture politiche.

Questo sforzo di trasformazione, necessario per cogliere le opportunità del futuro, si fonda su un tessuto di servizi alla persona ed alla collettività, che le nostre amministrazioni forniscono e che in Emilia Romagna hanno costituto finora l’ossatura stessa delle comunità locali. Il tema federalismo fiscale diviene allora essenziale per stabilire come attribuire le risorse alle regioni, e all’interno della regione quale organizzazione amministrativa e quale assetto istituzionale darci per ottimizzare l’uso di queste risorse. Si pone già oggi il tema di come aumentare le autonomie di tutte quelle istituzioni che comunque oggi sono vincolate ai trasferimenti centrali, come appunto le università e i grandi istituti di ricerca, essenziali per lo sviluppo di una economia fortemente legata all'innovazione e al trasferimento tecnologico.

In un quadro in cui bisognerà affrontare molti nodi essenziali per lo sviluppo, l’Emilia Romagna deve consolidare e compattare l’intero territorio regionale per evitare quella tentazione di isolamento comunale, che porta con sé il rischio di essere sempre troppo piccoli di fronte ai problemi che dobbiamo affrontare.

Per estensione territoriale, per popolazione, per grado di urbanizzazione l’Emilia Romagna è già una area di riferimento in Europa, che deve poter aumentare la sua presenza valorizzando ancor più la sua integrazione interna e la complementarietà fra i suoi ambiti territoriali.

Per uno sviluppo armonico e sicuro, uno sviluppo “umano”, come si dice nelle istituzioni internazionali, della nostra società regionale identifichiamo 4 assi di azione:

- mobilità ed infrastrutture per integrare e valorizzare il nostro territorio;
- qualità urbana ed ambiente per sostenere una qualità della vita più alta;
- comunità locale e garanzia sociale per garantire alle persone una vita serena;
- ricerca, innovazione, imprenditorialità per uno sviluppo sostenibile e sicuro.

Fare questo non significa inseguire la definizione di un nuovo fantomatico modello. L’Emilia Romagna deve anzi liberarsi da questa angoscia di essere modello. Modello evoca un idea statica della società e dei suoi bisogni. E in quanto tale fuori dal tempo e dalla storia di oggi. L’Emilia-Romagna deve essere invece un sistema territoriale che coopera e, allo stesso tempo, compete con i più avanzati sistemi territoriali d’Europa nella definizione di politiche di governo.

Se questa è la prospettiva che abbracciamo ne consegue il bisogno insopprimibile di scelte. Governare vuol dire scegliere: scegliere vuol dire non fare contenti tutti. Vuol dire concertare le politiche ma poi far prevalere il coraggio sulla titubanza, la decisione sulla mediazione. Un coraggio che muove sicuro dai risultati che in questi anni si sono ottenuti, ma proprio perché poggia su basi solide non ha la paura di volare alto.

Decisione, coraggio, scelta e governo sono le parole chiave anche della costruzione del sistema regionale che il PTR recentemente presentato in tutti i territori della Regione, tratteggia come la prospettiva di futuro e di futuro a lungo termine.

Dare corpo al sistema territoriale emiliano romagnolo significa fare un passo avanti, un passo oltre il policentrismo, almeno così come lo abbiamo conosciuto. Non per disconoscerlo, né tantomeno per disconoscere l’indubbio ruolo che ha svolto per una crescita armonica ed equilibrata della nostra Regione.

Ma perché la competizione globale oggi ci chiede sistemi territoriali funzionali, efficienti, reti di eccellenze complementari e non sovrapposte o addirittura competitive all’interno del medesimo contesto territoriale. Fare questo nel nostro sistema regionale significa portare a compimento le scelte sulle grandi infrastrutture e sui poli di attrazione dell’Emilia-Romagna.

Concretamente, per esempio, significa dare vita al network delle fiere, significa una politica dell’aeroportualità regionale razionale e all’insegna della complementarietà e della specificazione. Solo così la Regione sistema diverrà qualcosa di concretamente percepibile a tutto vantaggio della competitività dell’Emilia Romagna.

Perché oggi sono premiati i territori che sanno rappresentarsi in modo unitario, anche attraverso l’individuazione e la valorizzazione esplicita di un hub centro rappresentato da un sistema metropolitano di rango europeo.

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Di Damiano Zoffoli (del 22/12/2009 @ 23:17:58, in BLOG, linkato 29 volte)

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Di Damiano Zoffoli (del 16/12/2009 @ 00:04:11, in BLOG, linkato 39 volte)

Carissimi,

a pochi mesi dalla conclusione della Legislatura, penso sia giusto e necessario fare un primo bilancio della presenza e del lavoro fatto in Regione, da quando, il 3 aprile 2005, sono stato eletto Consigliere Regionale (con 14.254 voti di preferenza, primo risultato in Regione dei candidati dell’allora Margherita!) nel collegio di Forlì-Cesena, nella lista UNITI NELL’ULIVO, composta da DS, Margherita, Socialisti e Repubblicani Europei.

Tutto il materiale inerente la mia attività (rassegna stampa, interrogazioni, risoluzioni, progetti di legge, interventi in aula e a convegni, …) è consultabile presso la sede del PD di Cesena, in viale Bovio 48.

Per ulteriori approfondimenti, o per richieste specifiche, sono a disposizione al numero 051 5275216.

Cliccando qui sotto potete scaricarne una breve sintesi. Buona lettura!

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Di Damiano Zoffoli (del 05/11/2009 @ 00:01:08, in TESTIMONI, linkato 58 volte)

5 novembre 2009.

A vent'anni dalla sua scomparsa, vivono nei nostri cuori, il suo ricordo e la sua testimonianza.

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Di Damiano Zoffoli (del 20/10/2009 @ 15:39:32, in BLOG, linkato 59 volte)

Cara elettrice, Caro elettore,

come certamente saprai, il 25 ottobre si svolgeranno le PRIMARIE per l’elezione del Segretario Nazionale e Regionale del Partito Democratico.

È il momento del coraggio!

È il momento di far sentire la propria voce!

Non possiamo, infatti, rinunciare all’idea di un PD riformista, nuovo, plurale, aperto, inclusivo, moderno, post-ideologico, di centrosinistra.

È importante, perciò, partecipare in tanti, per evitare ritorni al passato.

Dobbiamo mettere in campo una doppia “resistenza” rispetto ad una cultura dominante che, da un lato, ha una visione nostalgica di un passato che non ritorna, e dall’altro, ha scelto un presente incapace di futuro, che vive, perciò di consumismo e di usa e getta. Usa e getta le cose, le idee, i programmi, i partiti e infine, inesorabilmente, le stesse persone.

Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci ad un futuro senza speranza.

Quale visione di società abbiamo da offrire ai nostri giovani, per farli tornare a sperare?

Serve una proposta politica che guardi avanti, per garantire a tutti il primo dei diritti: il diritto al futuro.

Perciò ho scelto di candidarmi per l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico nella lista “democratici con DARIO FRANCESCHINI”.

Come Piero Fassino, infatti, penso che “Franceschini sia il segretario che offre maggiori garanzie che il PD mantenga quel profilo largo, aperto e plurale che è essenziale per la funzione nazionale che deve assolvere”.

Partecipa al voto del 25 ottobre, ed invita a votare familiari, amici e simpatizzanti.

Damiano Zoffoli

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