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Scritto il 05/08/2010 alle ore 18:15:54
“La Regione Emilia-Romagna – annuncia il Consigliere regionale Damiano Zoffoli (Pd) – finanzierà con 85.693 euro il rinnovo di attrezzature tecnologiche nei Comuni di Forlì, Cesena, Savignano sul Rubicone e Tredozio. I fondi, stanziati nell’ambito del piano d’intervento 2010 per interventi strutturali in materia di promozione culturale, copriranno quasi la metà degli investimenti previsti dagli enti locali”.
Al progetto di Forlì, chiamato “Valorizzazione e promozione del patrimonio culturale forlivese”, andranno 50mila euro. Si tratta di un piano del Comune per riqualificare gli spazi destinati ad attività culturali e formative mediante la creazione di “salotti culturali” diffusi sul territorio comunale.
Altri 23.826 euro saranno utilizzati dal Comune di Cesena per il rinnovo delle attrezzature tecnologiche del Centro cinema San Biagio. Il complesso, la cui data di fondazione risale al XIV secolo, dopo una serie di restauri è tornato a nuova vita nel 1979 ed oggi ospita diversi istituti culturali comunali. In particolare il Centro Cinema, riconosciuto come uno dei luoghi d’eccellenza regionale, dispone di una ricchissima mediateca, una biblioteca specializzata in cinema e mass media, diversi archivi cartacei e fotografici, un laboratorio video attrezzato per la registrazione e il montaggio. Da 13 anni, inoltre, organizza il concorso nazionale per fotografi di scena CliCiak divenuto punto di riferimento del settore.
“Il contributo – spiega Zoffoli – è un giusto riconoscimento alle rilevanti attività che si svolgono all’interno del San Biagio che a tutti gli effetti va annoverato tra i contenitori culturali di rilievo regionale, grazie ai quali il cesenate può promuovere al meglio la propria immagine a livello nazionale ed internazionale”.
A Savignano lo spazio culturale “Vecchia pescheria”, in Corso Vendemini, ospita mostre ed eventi il più celebre dei quali è il “SIfest”, una mostra-concorso che da quasi vent’anni dà spazio alla fotografia come mezzo per interpretare la contemporaneità. Qui i fondi regionali, concessi sono pari a 5.280 euro.
A Tredozio, invece, i 6.587 euro stanziati saranno utilizzati dal Comune per la realizzazione di un laboratorio di informatica multimediale.
Scritto il 31/07/2010 alle ore 11:39:32
Mentre qualcuno cerca di fare propaganda, peraltro in ritardo sugli eventi, “sfruttando” la grave situazione in cui versano diverse aziende del nostro territorio provinciale colpite delle grandinate e dalle piogge torrenziali dei mesi scorsi, la nostra Regione si è mossa con tempestività, con tutti gli strumenti possibili a sua disposizione, per ottenere aiuti concreti per gli agricoltori e le imprese danneggiate dal maltempo.
Come tutti sanno, infatti, la Legge dello Stato stabilisce che per i danni assicurabili all’interno del Piano assicurativo agricolo nazionale – per i diversi eventi la quasi totalità delle colture praticate sul territorio, nonché le principali strutture fatta eccezione per i fabbricati rurali – non possono essere attivati gli interventi compensativi da parte delle Regioni.
Questo è il quadro. In ogni caso l’Emilia-Romagna non è rimasta con le mani in mano.
Per quanto di sua competenza, in applicazione di quanto previsto dalla Legge 296/2006 (art. unico, comma 1079), ha provveduto, accogliendo le tempestive proposte della Provincia di Forlì-Cesena e delle Comunità Montane dell’Appenino Forlivese e Cesenate a delimitare i territori danneggiati a seguito delle grandinate del 19 maggio e del 17 giugno 2010, ai fini dell’attuazione del trattamento di integrazione salariale dei lavoratori dipendenti.
Come previsto della L. R. 43/97 e successiva modificazione, per dare alle imprese l’opportunità di beneficiare di prestiti di conduzione per le necessità derivanti dalle perdite di prodotto ha poi predisposto, proprio in questi giorni, un ulteriore atto che, sulla base delle delimitazioni già effettuate ai fini INPS, consentirà ai Consorzi Fidi agricoli di attivare il finanziamento sul quale è previsto, oltre alla garanzia, anche il concorso regionale sugli interessi.
Inoltre, proprio per fronteggiare la difficile situazione economico-produttiva nella quale si sono venute a trovare le imprese, danneggiate da un andamento stagionale del tutto imprevedibile e fuori dalla norma, l’Emilia-Romagna ha proposto alle altre Regioni ed al Governo, un provvedimento straordinario, in deroga alla norma nazionale e per il solo 2010, che consenta l’attivazione delle agevolazioni previste dalla legge, con la sola esclusione dei danni effettivamente assicurati, anziché di quelli assicurabili.
È poi intenzione della nostra Regione sostenere, in tutte le sedi istituzionali, la necessità di introdurre, al pari di quanto si sta già iniziando a fare in altri Paesi, un sistema integrato di tutela in grado di garantire il reddito delle aziende agricole non solo dai rischi fisici ma anche da quelli economici. In questi ultimi anni, infatti, la forte volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli ha rappresentato uno dei maggiori fattori di instabilità nell’organizzazione aziendale, creando notevoli difficoltà ed incertezze per gli operatori del settore primario.
Se il collega Bartolini vuole aiutare veramente gli agricoltori colpiti dalla grandine sostenga anche lui, concretamente, queste proposte e chieda al Governo di ripristinare le risorse per il finanziamento del fondo di solidarietà nazionale che, negli scorsi anni e grazie all’efficienza dei Consorzi di difesa emiliano–romagnoli, ha consentito alle aziende agricole di stipulare assicurazioni contro i danni da calamità naturali a prezzi accessibili.
Scritto il 26/07/2010 alle ore 18:49:42
La Regione potrà risarcire tempestivamente gli agricoltori che hanno dovuto abbattere piante colpite da parassiti e lo farà commisurando l’aiuto al valore di mercato delle coltivazioni interessate e alla perdita di reddito dovuta al periodo di quarantena.
È quanto prevede la nuova Legge regionale”Misure di intervento a favore delle piccole e medie imprese del settore agricolo per la prevenzione e l'eradicazione di fitopatie e infestazioni parassitarie”, approvata nei giorni scorsi dall’Assemblea Legislativa.
I sempre più intensi scambi commerciali a livello mondiale hanno accentuato la diffusione anche in Italia di nuove fitopatie spesso di difficile cura, di fronte alle quali talvolta l’unico intervento utile per bloccarne la diffusione consiste nell’abbattimento e nell’estirpazione delle piante malate, con rilevanti danni economici per i proprietari.
Da qui la decisione, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni, di intervenire con un provvedimento di sostegno alle aziende agricole danneggiate.
“Di fronte alla assoluta latitanza del Governo sul fronte dei risarcimenti agli agricoltori colpiti da fitopatie gravi e a situazioni come quella del Lazio, dove la batteriosi ha colpito circa l’80% del kiwi giallo coltivato – sottolinea Damiano Zoffoli, Presidente della Commissione Territorio Ambiente Mobilità – la nuova legge regionale fornisce un aiuto concreto e immediato alle piccole e medie aziende coltivatrici e serve a contrastare efficacemente la diffusione di questa e di altre fitopatologie. Gli aiuti potranno essere erogati in pochi mesi e senza l’obbligo del reimpianto. Gli interventi si concentreranno sui dieci focolai di batteriosi del kiwi già individuati nelle province emiliano-romagnole. La norma ha una copertura finanziaria certa per il 2010. Per i prossimi anni la copertura dipenderà dagli esiti del confronto in atto tra Regioni e Governo sui tagli alle finanze regionali. Se verranno confermate le proposte del ministro Tremonti sono a rischio non solo questi indennizzi, ma la gran parte degli aiuti per le aziende agricole della regione”.
Gli aiuti regionali saranno distinti in relazione alle specie vegetali interessati e al tipo di patologia, e verranno attivati nell’ambito di specifici programmi pubblici in seguito alle indicazioni del competente Servizio fitosanitario.
Scritto il 21/07/2010 alle ore 11:26:00
8 siti potenzialmente interessati in Provincia di Forlì-Cesena.
“Dai rifiuti all’energia pulita. Senza consumo di territorio. È quanto prevede l’accordo promosso dalla Regione per installare impianti fotovoltaici nelle discariche esaurite presenti sul territorio emiliano-romagnolo e che a regime permetterà di aumentare di oltre il 50% l'attuale potenza installata, in linea con gli obiettivo del Piano energetico regionale e con il Programma di legislatura del Presidente Errani” dichiara Damiano Zoffoli, Presidente della Commissione assembleare Territorio Ambiente Mobilità.
In Emilia-Romagna, considerando le ex discariche gestite da Hera, Iren ed Aimag, potranno essere realizzati 1 milione e 214 mila metri quadrati di campi fotovoltaici, per una potenza complessiva degli impianti di 56,5 MW, che permetterà di risparmiare ogni anno circa 13.129 TEP ed eviterà l'immissione in atmosfera di 39.224 tonnellate di CO2.
Da un primo screening fatto nel territorio della Provincia di Forlì-Cesena si deduce che i siti potenzialmente interessati potrebbero essere la ex discarica del Comune di Civitella di Romagna, la Ginestreto 1 a Sogliano al Rubicone e la Valloni a Cesenatico. E ancora alcune delle discariche, di proprietà comunale e già dismesse negli anni ’60, site nei Comuni di Bagno di Romagna, Bertinoro, Rio Eremo di Cesena, Predappio e Sarsina.
La scelta di installare impianti fotovoltaici nelle aree delle ex discariche presenta diversi vantaggi. Il principale è sicuramente dato dal fatto che si tratta di superfici già coperte e a destinazione vincolata per diversi anni, quindi senza consumo aggiuntivo di territorio. Ma non va nemmeno sottovalutato che queste aree sono già oggi presidiate da personale tecnico e quasi sempre sono anche già predisposte per l’allaccio alla rete elettrica.
“Dal punto di vista economico è un ottimo e sicuro investimento anche per le imprese – prosegue Zoffoli - che possono sfruttare questa opportunità di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili investendo nel territorio provinciale e regionale. Ed è un impegno anche per le nostre multiutility a contribuire ad una crescita durevole e sostenibile”.
Gli impianti fotovoltaici potranno essere realizzati direttamente dagli Enti gestori del servizio rifiuti, da privati ai quali verrà concesso l’uso delle superfici, dalle Energy Service Company (ESCO) a maggioranza pubblica, oppure direttamente dagli Enti locali.
Scritto il 16/07/2010 alle ore 10:35:32
L’Osservatorio nazionale sulla produzione e sul mercato del miele stima che il lavoro gratuito delle api produca un valore di oltre 2,5 miliardi di euro.
Le risorse agli Apicoltori dalla Regione Emilia-Romagna ammontano, per l’annualità il 2010-2011, a 711.222,32 euro e saranno impegnate in sei tipi di azioni: 205.962,32 euro per l’assistenza tecnica e la formazione professionale degli apicoltori, 267.070 euro per la razionalizzazione della transumanza, 169.66 euro per la lotta alla varroasi, 51.530 euro a sostegno dei laboratori di analisi, 7.000 euro per il ripopolamento del patrimonio apicolo, 10.000 euro per la collaborazione con organismi specializzati per la realizzazione di programmi di ricerca.
“L’apicoltura, che per lungo tempo è stata trascurata, – ricorda Damiano Zoffoli, Presidente della Commissione assembleare Territorio Ambiente Mobilità – svolge un ruolo particolarmente significativo sul piano produttivo ed ambientale, ed è un comparto importante della nostra economia agricola regionale. Solo per l’impollinazione delle piante da frutto, l’Osservatorio nazionale sulla produzione e sul mercato del miele stima che il lavoro gratuito delle api produca un valore di oltre 2,5 miliardi di euro. Queste risorse sono un sostegno importante, anche alla luce delle morie di api avvenute anche di recente nei nostri territori”.
La moria delle api ha rischiato, negli scorsi anni,di provocare una drastica riduzione del numero di alveari presenti nel nostro Paese, con un gravissimo danno economico dovuto alla caduta della produzione di miele di qualità e alla mancata impollinazione delle piante da frutto. La situazione è sensibilmente migliorata quando le Regioni italiane, su proposta dell'Emilia-Romagna, hanno richiesto e ottenuto la sospensione dell’utilizzo dei prodotti chimici - i cosiddetti neonicotinoidi - per il trattamento delle sementi.
L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane in cui l’apicoltura di qualità è maggiormente sviluppata. Qui operano circa 10mila apicoltori (circa 800 dei quali professionali) e i migliori selezionatori e allevatori di api regine del mondo. La produzione è stimata in circa 2.000 tonnellate/anno di miele (pari a circa il 20% della produzione nazionale), senza tener conto dell'importanza e del valore sempre più elevato che gli altri prodotti dell'alveare (pappa reale, propoli, cera, …) stanno ottenendo sul mercato.
“Con questo primo stralcio del Programma Triennale – conclude Zoffoli – puntiamo a privilegiare interventi in grado di migliorare ulteriormente la professionalità degli operatori e la qualità dei prodotti, a consolidare la filiera e a sostenere i giovani”.
Le risorse sono infatti destinate, in via prioritaria, agli imprenditori del settore al di sotto dei 40 anni; a quanti operano seguendo il metodo biologico o di produzione integrata e a coloro che producono nel rispetto delle indicazioni dei regolamenti comunitari sulle specialità tradizionali e sulle denominazioni di origine.
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